Raffinazione mondiale in calo di 4,2 milioni di barili al giorno e diesel del Golfo ridotto a poco più di un quarto dei livelli precedenti alla guerra. Il G7 interviene con altri 100 milioni di barili, mentre restano forti tensioni su produzione, prodotti raffinati e scorte.
di Alberto Branchetti
Il 2 ottobre 2026 il G7 ha deciso un nuovo rilascio coordinato di 100 milioni di barili di petrolio e prodotti petroliferi dalle riserve di emergenza. L’intervento avverrà nell’arco di quattro mesi, con una quantità significativa di diesel concentrata nei primi 20 giorni.
Un mercato da 100 milioni di barili al giorno
Ad agosto la produzione petrolifera mondiale è stata di 100,1 milioni di barili al giorno, in diminuzione di 1,6 milioni rispetto a luglio.
I 100 milioni di barili messi a disposizione dal G7 equivalgono quindi, approssimativamente, ad appena una giornata della produzione mondiale. Per l’intero 2026 l’IEA prevede un’offerta media di 100,7 milioni di barili al giorno, in calo di 5,7 milioni rispetto alla media del 2025.
Ad agosto oltre 10 milioni di barili al giorno di produzione del Golfo risultavano ancora fermi. L’IEA ha rinviato al 2027 il pieno recupero dell’offerta dei produttori mediorientali.
Scorte: già utilizzato oltre mezzo miliardo di barili Tra febbraio e agosto le scorte petrolifere mondiali osservate sono diminuite di 507 milioni di barili, equivalenti a una media di 2,8 milioni di barili al giorno. Nel solo agosto la riduzione è stata di 95 milioni di barili, circa 3,1 milioni al giorno.
I volumi presenti sulle petroliere sono diminuiti di 65 milioni di barili, le scorte dei paesi non-OCSE di 52 milioni, mentre le scorte governative dei paesi OCSE sono diminuite di 19 milioni. Nel marzo 2026 l’IEA aveva già coordinato un rilascio straordinario di 400 milioni di barili. Al 2 ottobre ne erano stati liberati circa 325 milioni, oltre l’80%.
A questi si aggiungono ora i nuovi 100 milioni di barili del G7. Il confronto è significativo: 100 milioni rappresentano il 19,7% dei 507 milioni di barili già assorbiti dalle scorte mondiali tra febbraio e agosto.
Raffinazione: dove manca la produzione
La lavorazione delle raffinerie mondiali ha raggiunto ad agosto 81,4 milioni di barili al giorno, contro circa 85,6 milioni nell’agosto 2025.
Differenza: -4,2 milioni di barili al giorno (-4,9%).
Se questo divario rimanesse costante per dodici mesi, equivarrebbe a circa 1,53 miliardi di barili in meno raffinati su base annualizzata. L’IEA concentra gran parte della riduzione in Medio Oriente, Russia ed economie asiatiche importatrici di greggio.
MEDIO ORIENTE / GOLFO
Qui è importante distinguere la raffinazione dalle esportazioni.
Il dato di -3,7 milioni di barili al giorno non rappresenta una diminuzione della produzione delle raffinerie del Golfo: riguarda le esportazioni di prodotti raffinati e GPL.
Ad agosto queste esportazioni risultavano inferiori di circa 3,7 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio, quasi -60%.
Per il diesel il confronto è particolarmente netto:
Prima della guerra: circa 1,5 milioni di barili/giorno esportati
Agosto 2026: 390.000 barili/giorno
Riduzione: circa -74%
RUSSIA
La Russia dispone di circa 6,5 milioni di barili al giorno di capacità di raffinazione. Nel giugno 2026 la lavorazione era scesa a circa 3,8 milioni di barili al giorno, circa 30% in meno rispetto all’anno precedente.
La produzione di benzina risultava inferiore di circa 20%, mentre quella di diesel era diminuita di quasi 30%.
STATI UNITI
Gli Stati Uniti stanno utilizzando intensamente la propria capacità di raffinazione.
A fine agosto le raffinerie americane lavoravano circa 17,5 milioni di barili di greggio al giorno, su una capacità operativa di circa 18 milioni, con un utilizzo vicino al 98%. Parallelamente sono aumentate anche le esportazioni di prodotti petroliferi finiti:
Febbraio 2026: 2,986 milioni di barili/giorno
Luglio 2026: 3,834 milioni di barili/giorno
Aumento: +848.000 barili/giorno, circa +28%
Nel confronto annuale:
Luglio 2025: 3,096 milioni di barili/giorno
Luglio 2026: 3,834 milioni di barili/giorno
Aumento: +738.000 barili/giorno, circa +24%
Gli Stati Uniti stanno quindi aumentando l’offerta di prodotti petroliferi sul mercato internazionale, ma a fine agosto le raffinerie lavoravano già molto vicino alla capacità disponibile.
ALTRI PAESI
L’IEA segnala una riduzione della lavorazione anche nelle economie asiatiche importatrici di greggio.
Grandi poli di raffinazione come Cina e India possono contribuire a compensare parte delle perdite internazionali, ma la possibilità di aumentare le esportazioni dipende dalla disponibilità di greggio, dalla logistica, dalla configurazione degli impianti e dalle politiche commerciali.
Il dato complessivo mondiale resta:
Agosto 2025: 85,6 milioni di barili/giorno
Agosto 2026: 81,4 milioni di barili/giorno
Differenza: -4,2 milioni/giorno (-4,9%)
Equivalenza annualizzata: circa -1,53 miliardi di barili
Diesel oltre 200 dollari, Brent intorno a 105
Diesel e gasolio rappresentano quasi il 30% della domanda petrolifera mondiale. All’inizio di settembre il diesel sul mercato statunitense ha superato 200 dollari al barile, circa il 94% in più rispetto ai livelli precedenti alla guerra.
Nello stesso periodo il Brent si collocava intorno ai 105 dollari al barile.
Il forte differenziale evidenzia come la tensione non riguardi soltanto la disponibilità di greggio, ma anche quella dei prodotti raffinati. Prima della guerra, Russia e paesi del Golfo rappresentavano insieme quasi il 45% del commercio marittimo mondiale di diesel e gasolio.
Ad agosto le loro esportazioni nette combinate risultavano inferiori di circa 1,6 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio.
Golfo Persico: il dato più significativo
Ad agosto le esportazioni petrolifere complessive dei paesi del Golfo erano circa 13 milioni di barili al giorno, quasi la metà rispetto ai livelli precedenti alla guerra.
Sul mercato dei prodotti raffinati, le esportazioni di prodotti e GPL erano inferiori di 3,7 milioni di barili al giorno rispetto a febbraio, quasi -60%.
Le esportazioni nette di diesel e gasolio erano appena 390.000 barili al giorno, poco più di un quarto dei livelli precedenti alla guerra.
Questo contribuisce a spiegare la pressione dell’amministrazione Trump sull’Europa. Liberare greggio dalle riserve non risolve immediatamente una carenza di diesel; utilizzare scorte di diesel significa invece immettere sul mercato un prodotto già raffinato e immediatamente utilizzabile.
PERCHÉ IL MERCATO È IN CRISI
PRODUZIONE
Agosto 2026: 100,1 milioni di barili/giorno
Rispetto a luglio: -1,6 milioni/giorno
Media prevista 2026: 100,7 milioni/giorno
Rispetto alla media 2025: -5,7 milioni/giorno
Produzione del Golfo ancora ferma ad agosto: oltre 10 milioni/giorno
Pieno recupero dell’offerta mediorientale: previsto nel 2027
GOLFO PERSICO — ESPORTAZIONI
Esportazioni petrolifere prima della guerra: circa 25 milioni/giorno
Agosto 2026: circa 13 milioni/giorno
Differenza: circa -12 milioni/giorno, quasi -50%
Prodotti raffinati e GPL: -3,7 milioni/giorno rispetto a febbraio, quasi -60%
RAFFINAZIONE
Agosto 2025: 85,6 milioni/giorno
Agosto 2026: 81,4 milioni/giorno
Differenza: -4,2 milioni/giorno (-4,9%)
Equivalenza annualizzata: circa -1,53 miliardi di barili
USA: circa 17,5 milioni/giorno lavorati su 18 milioni di capacità; utilizzo circa 98%.
Russia: circa 6,5 milioni/giorno di capacità; lavorazione scesa a 3,8 milioni/giorno a giugno; diesel quasi -30% sull’anno precedente.
ESPORTAZIONI USA
Febbraio 2026: 2,986 milioni/giorno
Luglio 2026: 3,834 milioni/giorno
Aumento: +848.000/giorno (+28%)
Luglio 2025 → luglio 2026: 3,096 → 3,834 milioni/giorno
Aumento annuale: +738.000/giorno (+24%)
DIESEL
Esportazioni Golfo prima della guerra: circa 1,5 milioni/giorno
Agosto 2026: 390.000/giorno
Differenza: circa -74%
Russia + Golfo prima della guerra: quasi 45% del commercio marittimo mondiale di diesel/gasolio
Riduzione delle esportazioni rispetto a febbraio: -1,6 milioni/giorno
Diesel prima della guerra: circa 103 $/barile
Inizio settembre: oltre 200 $/barile (+94%)
Brent nello stesso periodo: circa 105 $/barile
SCORTE
Riduzione febbraio-agosto: 507 milioni di barili
Prelievo medio: 2,8 milioni/giorno Solo agosto: -95 milioni di barili, circa 3,1 milioni/giorno
Intervento IEA di marzo: 400 milioni di barili
Già liberati al 2 ottobre: circa 325 milioni, oltre l’80%
NUOVO INTERVENTO G7
Quantità: 100 milioni di barili
Durata: 4 mesi
Diesel: rilascio significativo nei primi 20 giorni
Equivalenza: circa 1 giorno di produzione mondiale
Rispetto ai 507 milioni già assorbiti dalle scorte: 19,7%
Conclusione
I numeri mostrano una crisi che non riguarda soltanto la disponibilità di greggio. La riduzione dei flussi dal Golfo, la minore raffinazione mondiale e la forte contrazione dell’offerta di diesel vengono compensate attraverso maggiori esportazioni da altri paesi e un massiccio utilizzo delle scorte.
I nuovi 100 milioni di barili possono attenuare la tensione nel breve periodo, ma non modificano le cause strutturali dello squilibrio.
Dati aggiornati al 3 ottobre 2026. Fonti: International Energy Agency, U.S. Energy Information Administration, G7.
