Il bonus a fondo perduto
Expansive Economic Mechanism
Studio di Alberto Branchetti
Pubblicato da Wall Street Italia
Il presente documento rielabora in forma editoriale uno studio di Alberto Branchetti del 2016, dedicato a un’ipotesi di intervento economico espansivo europeo attraverso un meccanismo di bonus a fondo perduto destinato a cittadini e imprese.
La proposta va letta come contributo di analisi e visione economica, riferito al contesto europeo dell’epoca.
Introduzione
Riuscire a descrivere in poche parole da dove nasce l’idea di un meccanismo economico capace di coinvolgere milioni di persone è estremamente difficile.
Spiegare le sue implicazioni economiche e le motivazioni sociali attraverso uno schema sintetico è ancora più complesso. Per questo ho scelto di utilizzare concetti semplici e immediatamente comprensibili, cercando di sintetizzare una visione economica fondata sull’espansione, sul potere d’acquisto e sul coinvolgimento diretto dei cittadini europei.
L’Europa si trova da anni in una fase di stagnazione economica, con il rischio concreto di tornare in recessione qualora le istituzioni europee non adottino politiche realmente espansive.
Molti governi faticano a introdurre riforme capaci di incidere positivamente sul rapporto debito/PIL e di modificare il funzionamento della macchina pubblica, al fine di ridurre il peso del debito e riattivare lo sviluppo.
È un dato economico evidente che l’aumento del potere d’acquisto della popolazione possa favorire l’ingresso in una fase di espansione. L’aumento generalizzato della ricchezza genera risparmio, sostiene i consumi e porta cittadini e imprese ad acquistare beni utili al miglioramento del tenore di vita, della produttività e della posizione sociale.
L’aumento del potere d’acquisto, mantenendo stabile il livello di imposte e tasse, può verificarsi quando diminuisce la disoccupazione, aumentano salari e stipendi, cresce il reddito d’impresa e aumentano le ore lavorative.
La BCE, sotto la guida di Mario Draghi, ha cercato di sostenere l’Europa attraverso tecniche monetarie non convenzionali, come il quantitative easing e i tassi negativi. Tuttavia, tali strumenti non hanno prodotto pienamente gli effetti sperati sull’economia reale.
Gli effetti della crisi
La crisi economica ha generato gravi conseguenze economiche e sociali.
Tra le principali:
- aumento della spesa sociale;
- difficoltà del sistema pensionistico;
- disoccupazione giovanile;
- aumento della disoccupazione complessiva;
- impoverimento generalizzato;
- chiusura di imprese per mancanza di lavoro;
- crisi degli istituti bancari e aumento dei crediti deteriorati;
- riduzione degli investimenti;
- squilibri nei bilanci statali;
- impoverimento di Regioni, Comuni ed enti pubblici;
- minori investimenti pubblici in scuola, innovazione e infrastrutture;
- ricorso alla vendita di asset statali strategici.
Questi effetti negativi hanno un costo reale, quantificabile attraverso lo studio e il confronto dei dati economici e macroeconomici forniti da organismi come Eurostat, BCE, FMI e Istat.
Determinare il costo annuale della crisi economica consentirebbe di comprendere meglio l’importanza di modificare alcune regole e la necessità di aumentare il volume complessivo degli interventi monetari ed economici.
Le azioni necessarie per entrare in una fase espansiva non dovrebbero essere dirette soltanto a comprimere mercati, imprese e risparmiatori attraverso interventi punitivi. Dovrebbero invece individuare meccanismi economici capaci di introdurre nel sistema variabili positive non convenzionali, utili a spingere l’economia verso una nuova fase di crescita.
Gli effetti della fase espansiva
Una fase di espansione economica può produrre effetti positivi diffusi, tra cui:
- smobilizzo del risparmio;
- aumento degli investimenti;
- ripresa del mercato immobiliare;
- aumento dell’occupazione;
- aumento della produzione industriale;
- crescita dei volumi del settore commerciale;
- incremento degli investimenti in nuove tecnologie;
- aumento delle entrate statali;
- crescita dei volumi del settore bancario;
- aumento del PIL;
- riduzione del debito pubblico in rapporto alla crescita;
- aumento del reddito pro capite;
- aumento della spesa in beni di consumo durevoli.
Il processo di costruzione europea è iniziato con l’adozione della moneta unica. Tuttavia, le dinamiche economiche restano ancora differenti tra Paese e Paese, mentre le diverse legislazioni economiche e sociali non contribuiscono pienamente ad armonizzare il sistema europeo.
La visione della proposta
La proposta nasce da una visione positiva, liberale e progressista.
L’obiettivo è favorire l’ingresso dell’Europa in una fase economica espansiva attraverso il coinvolgimento diretto di tutti i cittadini europei, appartenenti a ogni classe sociale, includendo sia privati cittadini sia imprenditori.
Il meccanismo proposto prende il nome di:
Expansive Economic Mechanism
Esso prevede la concessione di un bonus del 30% a fondo perduto per l’acquisto di beni mobili e immobili, con esclusione dei beni di lusso.
L’Expansive Economic Mechanism si configura come un sistema innovativo, perché attribuisce direttamente ai cittadini e alle imprese un incentivo economico finalizzato all’acquisto di beni di consumo durevoli, immobili, macchinari, attrezzature e strumenti produttivi.
Il bonus del 30% aumenterebbe la reale capacità di spesa dei cittadini e delle imprese, incentivando la propensione all’acquisto e producendo effetti diretti e immediati sull’economia europea.
Funzione del meccanismo
Il valore dell’Expansive Economic Mechanism consiste nella sua capacità di intervenire direttamente sull’economia reale, coinvolgendo cittadini e imprese attraverso un incentivo uniforme, temporaneo e orientato all’acquisto di beni e investimenti predeterminati.
Il meccanismo non avrebbe natura assistenziale, ma espansiva: l’obiettivo sarebbe aumentare la capacità di spesa, sostenere i consumi durevoli, favorire gli investimenti produttivi e generare effetti positivi su occupazione, produzione, gettito fiscale e crescita economica.
L’Expansive Economic Mechanism avrebbe inoltre la qualità di coinvolgere l’intera società europea senza distinzioni o discriminazioni, dando a cittadini e imprese le stesse possibilità, nello stesso momento e con le stesse modalità.
Proposta
Fondo per l’aumento dei consumi e degli investimenti
L’Unione Europea dovrebbe finanziare l’acquisto di beni mobili e immobili, con esclusione dei beni di lusso, attraverso il sistema bancario, concedendo finanziamenti e mutui secondo la seguente formula:
70% in conto capitale
30% a fondo perduto
A tale scopo dovrebbe essere costituito un:
Fondo per l’aumento dei consumi e degli investimenti
Il fondo potrebbe avere una dotazione indicativa di 600 miliardi di euro annui.
La ripartizione potrebbe essere la seguente:
70% in conto capitale: 420 miliardi di euro
30% a fondo perduto: 180 miliardi di euro
I 600 miliardi annui rappresentano un valore indicativo. Il limite dell’intervento non dovrebbe essere necessariamente quantitativo, ma temporale.
La durata dell’azione potrebbe essere limitata a due anni, così da generare un impulso concentrato, misurabile e straordinario sull’economia europea.
Beneficiari
Privati cittadini
A tutti i consumatori, sia nel caso di accesso a finanziamenti e mutui, sia nel caso di utilizzo dei propri risparmi, verrebbe riconosciuto un bonus del 30% a fondo perduto per l’acquisto di beni predeterminati.
Tra le categorie di beni mobili ammesse, con esclusione dei beni di lusso, potrebbero rientrare:
- mezzi di trasporto;
- elettronica;
- elettrodomestici;
- mobili;
- tecnologie per il risparmio energetico.
Per i beni immobili, nuovi o da ristrutturare, il bonus del 30% a fondo perduto potrebbe essere riconosciuto fino a un massimo di 300.000 euro.
Imprese
Tutte le imprese dei settori finanziario, industriale, artigianale, agricolo e commerciale potrebbero accedere al meccanismo per acquisti e investimenti.
Le imprese potrebbero utilizzare finanziamenti, mutui o liquidità propria. In tutti i casi verrebbe riconosciuto il bonus del 30% a fondo perduto.
Tra le categorie di beni mobili ammesse, con esclusione dei beni di lusso, potrebbero rientrare:
- macchinari;
- mobili per ufficio;
- tecnologie per il risparmio energetico;
- automezzi, con esclusione delle auto di lusso;
- mezzi per il trasporto merci;
- mezzi agricoli.
Per i beni immobili destinati all’esercizio dell’attività, nuovi o da ristrutturare, il bonus del 30% a fondo perduto potrebbe essere riconosciuto fino a un massimo di 600.000 euro.
Sintesi del meccanismo
L’Expansive Economic Mechanism potrebbe:
- determinare effetti economici positivi immediati;
- favorire l’ingresso in una fase economica espansiva;
- avere un’azione economica limitata nel tempo;
- indirizzare l’acquisto di beni mobili e immobili predeterminati;
- consentire all’Unione Europea di intervenire direttamente su settori economici critici o strategici;
- concedere un bonus a fondo perduto ai privati cittadini per l’acquisto di beni;
- indirizzare il bonus anche verso fasce di popolazione meno abbienti;
- offrire agli imprenditori di ogni settore le stesse possibilità di investimento;
- aumentare la spesa pro capite;
- sostenere gli investimenti;
- incidere positivamente sull’occupazione;
- aumentare le entrate statali;
- contribuire alla crescita del reddito pro capite.
Conclusione
Il coraggio di intraprendere strade innovative è determinante per il miglioramento economico-sociale e per il progresso europeo.
Il lavoro, la qualità della vita e la possibilità di partecipare alla crescita economica devono essere condizioni irrinunciabili per tutti i cittadini europei.
L’Expansive Economic Mechanism nasce da questa visione: utilizzare un intervento europeo straordinario non soltanto per sostenere i mercati finanziari, ma per rafforzare direttamente cittadini, imprese, consumi, investimenti e sviluppo reale.
Alberto Branchetti
Pistoia, Italy — 1 giugno 2016
